La casa in collina

L’uomo accosto l’auto con il muso puntato verso il cancello, spense il motore, aprì la portiera e scese.  Non aveva fretta di entrare, così attraversò la stradina che aveva appena percorso e guardò di sotto. La Grande Città Post-Industriale si estendeva ai piedi della collina in tutta la sua magnificenza, illuminata dagli ultimi raggi del sole primaverile in discesa verso le montagne. Gli piaceva questa vista, e qualche sera la cercava apposta.

Finita la contemplazione, decise finalmente di ritornare al cancello e tirare fuori le chiavi. Intento a rovistare nella tasca, non si accorse di due figure vestite di nero che stavano scendendo il marciapiede accanto alla recinzione della sua villa. Se ne accorse poco dopo, quando una delle figure lo urtò, con l’evidente aria di chi lo aveva fatto apposta.

– Ehi, almeno chiedere scusa! – si indispettì l’uomo.

– Silenzio!

– Ora parliamo noi. – La seconda voce era femminile, e solo allora l’uomo guardò meglio i due. Se non fosse stato per il cappellino di lana nera e una sciarpa che complessivamente lasciavano intravedere solo gli occhi, il loro abbigliamento era non dissimile da quello di tanti runner che, nonostante le serate ancora fredde, non rinunciavano a tenersi in forma. Leggings e maglie termiche attillate, neri anch’essi, coprivano i due corpi, smussandoli ma lasciandone intravedere le forme. Il pensiero dell’uomo virò verso un apprezzamento del fisico della ragazza, ma venne prontamente interrotto dal suo aspro tono di voce.

– Lei è il capo delle vendite della Grande Azienda di Caffè della Grande Città Post-Industriale, giusto?

– Sì, ma cosa c’entra?

– Silenzio, ho detto. – il ragazzo irruppe nel discorso – Glielo dico senza tanti giri di parole: il suo caffè fa schifo.

– E non bevetelo, che vi devo dire!

– Eh, magari fosse facile. Avete invaso il mercato! Ogni singola catena di bar, ogni singolo distributore automatico!

– Ma magari ci fossimo solo noi sul mercato! E comunque, dovreste andare dal capo del reparto produzione, io non c’entro.

– Dopo passeremo anche da lui, – assicurò la ragazza – ma questo non la giustifica. Lei ha una responsabilità sociale, capisce?

– Ma cosa volete da me? Chiamo i Carabinieri!

– Oh, non lo farà. – interloqui il ragazzo – Cosa gli dirà: “Due tizi mi hanno urtato facendo jogging e ora muovono critiche fondate alla mia azienda?”. Per favore. Anche perché abbiamo quasi finito.

– Ma…

– Niente ma. Non ammettiamo repliche. – il ragazzo era categorico – Pensi a quello che le abbiamo detto.

Sfruttando la discesa, i due si allontanarono in un’elegante corsa. L’uomo diede un’ultima occhiata ai glutei della ragazza e inserì la chiave nella toppa del cancello. Il sole toccò il bordo delle montagne quasi nere in controluce.