Betelgeuse

È successo la sera di Halloween. Betelgeuse, quel puntino rosso in alto a sinistra nella costellazione di Orione, non era più rosso, ma bianco, e nemmeno più un puntino, ma un deciso puntone.

Date le premesse, poco più di una settimana dopo si sarebbe verificata una particolare combinazione di eventi:

  • La Luna quasi piena, il che si poteva dedurre dalla sua fase in quel momento;
  • Il picco di luminosità di quella che era chiaramente una supernova, il che si poteva dedurre da una rapida lettura di Wikipedia;
  • Sabato notte, il che si poteva dedurre dal calendario.

La settimana successiva passò inaspettatamente tranquilla. Certo, stavo per assistere all’evento astronomico del secolo, se non del millennio, ma la sua rassicurante prevedibilità non ha turbato eccessivamente la mia routine, se si esclude la massiccia campagna di consultazione del servizio meteo dell’Aeronautica Militare. Volevo infatti che tutto fosse perfetto, ma fortunatamente in quei giorni il tempo era piuttosto stabile ovunque. Mi sono quindi limitato ad assistere con rapide occhiate al cielo sulla via per casa la sera alla crescita del puntone, e con rapide occhiate ai social alla parallela crescita del hype per l’evento.

Alla fine la mia scelta ricadde sulla cima del Rocciamelone. Montagna relativamente alta (3538 metri, per la cronaca), ma tranquilla, con la cima raggiungibile a piedi senza particolari attrezzature, e su cui ero già salito una volta. Avevo anche sentito storie di Capodanni alternativi passati nel rifugio sulla sua cima. Rifugio qui è la parola giusta: non si trattava di uno di quei posti che, pur mantenendo lo spirito della Montagna, forniscono un servizio quasi alberghiero, bensì di quattro pareti che riparano giusto dal vento, un letto a castello dotato di lenzuola fornite da chissà chi sulla cui igiene mi sembra opportuno sorvolare, e pochissimo pavimento libero rimanente. Ed ero sicuro che non sarei stato l’unico.

Dalla stazione di Susa fino alla cima sono 20 kilometri abbondanti. Partii da lì nel tardo pomeriggio, per essere in cima a mezzanotte, vestito di tutto punto per affrontare il freddo di novembre. Non starò a tediarvi con la descrizione del percorso. Vi dirò solo che non era buio, e che anzi molti escursionisti salgono sul Rocciamelone dal versante Segusino nelle notti di Luna piena. Esso è esposto a sud, il che lo rende illuminato con la Luna, ma fastidioso col Sole, soprattutto d’estate, anche se non era questo il caso. E quella notte era meno buio del solito: Betelgeuse, al picco di luminosità della supernova, rilasciava quasi la stessa luce della Luna. Nei tratti scoperti mi sono spesso soffermato a giocare con la doppia ombra proiettata dai due corpi celesti. E la trance di un lungo cammino, certo. Anche il freddo, dopo un po’, non dava più alcun fastidio.

Come previsto ho superato, e sono stato superato, da qualche altro folle deciso a vedere la Stella dalla cima.

Eccomi in cima. Eravamo una decina abbondante di persone. Qualcuno era venuto in anticipo, portandosi in spalla telescopi e attrezzature fotografiche professionali. Il gelo, abbondantemente sotto lo zero, pungeva la faccia, e la prima neve della stagione aveva già imbiancato il terreno. Il vento soffiava determinato, ma la nostra determinazione era maggiore. Ci parlavamo pochissimo fuori dalle pareti del rifugio, e un sacco dentro. Barbe da vere capre di montagna. Volti stanchi ma illuminati di una felicità che pareva provenisse direttamente dalla supernova, assieme alla valanga di radiazioni elettromagnetiche in ogni banda dello spettro.

Mi presi qualche minuto un po’ in disparte per meditare in silenzio osservando le due luci celesti: la Luna e Betelgeuse. Meditare è probabilmente il termine giusto, anche se completamente privo di qualunque connotazione religiosa. Tornai dentro, parlai ancora. Ripensai alla Bellezza del fenomeno e del momento.

Quando mi svegliai nel pomeriggio di domenica sapevo che non era ancora finita. Per qualche giorno, la Luna sarebbe stata ancora vicina all’essere piena, e la supernova ancora vicina alla massima luminosità. Ma io ho già avuto il mio ballo con loro, e ora ero pronto a tornare alla mia vita, che non sarebbe mai più stata la stessa.